STATUTO DI SOLIDARIETA’ SOCIALE
Preambolo
Diamo per scontata l’adesione, tout court, delle attuali forze social-rivoluzionarie e nazional-popolari a quella Tradizione che, con diverse vesti politiche e sistemi sociali, si è di volta in volta manifestata nella Storia universale. In particolare in quella occidentale, Essa ha rappresentato, nelle varie epoche storiche, pur se parzialmente e con imperfezioni più o meno vistose (la perfezione, si badi, è attributo del mondo delle Idee e mai dei sistemi politici concreti)), quei principi metastorici e quei valori spirituali che, soli, riescono a trasformare le moltitudini in Popolo e a conferire al Singolo il rango di “Vir”, così rendendo la vita delle comunità e dei suoi componenti degna di essere vissuta.
Nel secolo scorso, per l’Europa forse il più tragico della sua storia millenaria, tra le due guerre civili, questa Tradizione, come un fiume carsico, era prepotentemente riemersa nella coscienza individuale e collettiva dei popoli europei. Ne furono gli esponenti maggiori il fior fiore dell’intellettualità e della Cultura: Ernst Junger, karl Shmitt, Martin heidegger, Osvald Spengler in Germania, Vilfredo Pareto, Gaetano Mosca, Julius Evola, in Italia, Ezra Pound ed Thomas Eliot in America, Renè Guenon, Charles Maurras, Georges Bernanos, in Francia Ortega y Gasset, in Spagna, per limitarci ai più famosi. Questo movimento culturale rappresentò, in un certo modo, il brodo di coltura per l’affermazione politica del fascismo in Italia, del nazional- socialismo in Germania (discorso a parte per il Giappone, dove la nefasta influenza degli “immortali principi” era stata pressochè nulla ed i punti di contatto “tradizionali” erano ancora profondi nella sua struttura statuale e sociale). Numerosi altri soggetti politici, in tutta Europa, si richiamarono ai valori propugnati da questo movimento culturale che prese il nome di “Rivoluzione conservatrice”. Ma le speranze di palingenesi spirituale, politica e sociale di cui era portatrice si infransero con la disastrosa sconfitta dei due principali “Regimi” che ad Essa, pur se confusamente e con tanti aspetti contraddittori, si rifacevano (p.e.,il loro carattere statolatrico e dittatoriale che niente aveva di “organico”, il rapporto capo/popolo che nulla aveva di “aristocratico” , furono i principali aspetti negativi. Ma non è questa la sede per una, per noi doverosa, analisi critica! ). Le forze della reazione, coalizzate e preponderanti in quanto a mezzi materiali, ebbero ragione dell’eroismo della migliore gioventù europea. Infine, in una atmosfera da tregenda(vedi la battaglia di Berlino nel maggio del ’45), nell’eterna lotta tra Spirito e materia, quest’ultima aveva, momentaneamente, avuto il sopravvento.
Ora, col fallimento per implosione ideologica delle forze allora vincitrici e gli insegnamenti della Storia è tempo di riprendere il discorso interrotto in modo così tragico. E pur essendo pienamente consapevoli che invertire la tendenza culturale è compito immane e sarebbe, nelle condizioni date, sciocco e velleitario il solo pensarlo possibile a breve ( quanto sopra essendo solo un auspicabile e teorico punto di arrivo), riteniamo quanto mai opportuno che la prima preoccupazione dei responsabili di organizzazioni social-nazionali e social-rivoluzionarie, cui, con motivazioni spesso positivamente irrazionali, numerosi, continuano ad accostarsi i giovani, sia quella di fornire loro quegli strumenti culturali alla luce dei quali orientarsi per interpretare gli avvenimenti passati (la così detta Storia è, per lo più, un cumulo di falsità veicolate con ogni mezzo dai vincitori) e correttamente leggere la presente attualità politica. Ovviamente è nostra convinzione che solo avendo chiara e salda tale dimensione ideale, le attuali organizzazioni politiche ed i loro militanti possono essere certi che la loro battaglia ed il loro quotidiano sacrificio porterà frutti duraturi e non effimere quanto illusorie “vittorie”, prodromiche, a volte, di una umiliante omologazione al sistema che si pretendeva di combattere, come, purtroppo, abbiamo dovuto constatare in anni recenti.
Grazie a questo bagaglio culturale, infatti, i “Militanti” potranno acquisire capacità critica e quella interiore libertà che renderanno solida la loro dottrina , ferma la fede politica, coerente a quei principi ed idee forza il loro agire. Saranno combattenti consapevolmente disciplinati, intelligenti e generosi, sempre esigenti con se stessi prima che con gli altri. Attributi questi che ne faranno, per dirla con Lutero, delle “torri inespugnabili”, rendendo, al contempo, le organizzazioni politiche cui appartengono, vascelli agili e veloci che non temono i venti di tempesta , pronti ad affrontare il mare aperto del futuro.
Quanto appena descritto è compito possibile e necessario anche al fine di preservare la nostra gente e soprattutto i nostri giovani dal fetore conformistico del “politicamente corretto” , dalle mistificazioni della realtà, dai miti fasulli (“tronisti”, “veline”, “guitti” vari ed altre comparse) fabbricati dall’apparato mass-mediatico del sistema e, infine, dall’orgia consumistica per cui i sogni delle nuove generazioni spesso si fermano agli indumenti “griffati” e/o all’ultimo “gadget digitale” o peggio dai “rave” che annientano la personalità quando non la loro vita. A questo vero e proprio “oppio” che intossica le menti e le coscienze, dobbiamo contrapporre il modello umano dallo stile sobrio, orgoglioso e volitivo che una felice espressione spagnola definisce dell’ “Hombre Vertical”.
Siamo consapevoli che la contemporaneità pone gravi problemi di agibilità politica a coloro che, non ostante le avverse condizioni e contro lo “spirito dei tempi”, vogliono combattere per l’affermazione delle proprie Idee e dei propri valori.
Un sistema marcio, corrotto e corruttore ma ancora potente e ricco di mezzi repressivi, scomunica questi “eretici” e tenta di isolarli. Con il suo braccio poliziesco- giudiziario, aggredisce la loro libertà per metterli nelle condizione di non nuocere. E quando ciò non basta, attenta alla loro stessa incolumità fisica, usando di volta in volta, l’arma vile della provocazione e dell’aggressione, cui spesso si prestano i suoi “figli legittimi” (questo o quel gruppuscolo che ruota intorno ad alcuni centri sociali e/o le residuali organizzazioni dei rancorosi e falliti orfani del “sol dell’avvenir”).
Abbiamo l’esperienza e l’intelligenza politica per non cadere più nelle loro trappole! Non uno dei nostri giovani deve essere sacrificato all’orrendo “moloch” antifascista!
Ed è anche per questa ragione che Solidarietà Sociale intende dare il suo contributo alla battaglia ideale con una opera tempestiva e costante di contro-informazione; col vaglio critico delle notizie ed una intelligente lettura degli avvenimenti politici e, soprattutto, rivolgendo un’attenzione particolare a quelle mode culturali, decadenti e distruttive, che infestano le società occidentali, mettendo a disposizione di tutti le proprie analisi e propri suggerimenti per poterle contrastare e combattere; tutto ciò senza iattanza ma con umiltà e senza la presunzione di essere i depositari della verità.
Al contempo intende rappresentare un utile punto di riferimento super partes per quegli avvenimenti di carattere politico, sociale, celebrativo (quest’ultime non abbiano quel carattere reducistico-nostalgico ormai stantìo), aventi carattere unitario per tutta l’”Area”.
A tale scopo è in preparazione un sito web interattivo che dovrà costituire quella zona franca e per usare una metafora tipicamente italiana, quella “piazza” aperta dove tutti, gruppi e singoli, possano, interloquire, dibattere, proporre e contribuire a decidere. Inoltre, l'Associazione per il raggiungimento dei suoi fini, intende promuovere varie attività, in particolare:
Un appuntamento annuale con lo spirito del Forum di Monte Livata, da organizzare di volta in volta in varie località dell’Italia.
Fornire alle organizzazioni che lo richiedano, personalità competenti, per seminari o conferenze su temi di cultura, storia, attualità sociale, argomenti settoriali o tecnici, allo scopo di ampliare gli orizzonti e le conoscenze dei propri militanti.
attività editoriale: pubblicazione di un bollettino, pubblicazione di atti di convegni, di seminari, nonché degli studi e delle ricerche compiute.
Ridefinizione, alla luce della mondializzazione e dei nuovi rapporti geopolitici, dei concetti di Patria, Nazione, Stato.
Fornire, a chi ne voglia fare uso, una bibliografia essenziale per una visione culturale organica , strumento imprescindibile per la battaglia politica.
Studiare, al di là di semplicistici slogans, il fenomeno ineluttabile delle migrazioni di massa (gli odierni mezzi di trasporto ,numerosi e veloci, rendono il suo controllo quasi impossibile) il suo possibile “governo” alla luce dei nostri principi e valori.
Mettere a disposizione di tutti, quando possibile e sempre nello spirito dello Statuto, le nostre risorse e servizi, assolvendo a quella funzione di luogo di incontro “super partes” che è parte non ultima della nostra ragion d’essere.
Indagare con intelligenza la società, quella giovanile in particolare, per Individuarne gli umori ed i bisogni . Scegliere dopo attenta analisi, tra i problemi individuati, quello che meglio si presta alla battaglia politica e proporlo alle organizzazioni social rivoluzionarie sì che possano concentrare la propria azione alla soluzione di esso, dispiegando tutti i mezzi di cui si dispongono (propaganda sui media, manifestazioni, internet, denunce e quant’altre frecce hanno ha nella loro faretra)per diventare il punto di riferimento di un pezzo di società che quel problema ha a cuore.
Il presente preambolo è parte integrante della costituenda Associazione e ne rappresenta la sua ragion sociale.
Articolato
Art.1) E’ formalmente costituita l’associazione denominata “Solidarietà Sociale”, realtà eminentemente culturale e di impegno sociale, formata di donne e di uomini liberi provenienti dal vasto mondo richiamantesi ai valori social-nazionali e social- rivoluzionari. Per facilitarne gli scopi statutari, Solidarietà Sociale potrà, in futuro, assumere veste giuridica di O.N.L.U.S (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale).
Art.2) Solidarietà Sociale è aperta all’adesione e al contributo materiale, morale, intellettuale, di quanti condividono spirito e finalità esplicitati nel Preambolo e sono interessati alla loro realizzazione.
Art.3) La struttura dell’associazione si compone semplicemente di un Comitato denominato “Comitato per la Solidarietà Sociale” e di un’Assemblea di Soci (ordinari e straordinari). Eventuali altri corpi intermedi (commissioni, gruppi di studio, segreteria economica e quant’altro sarà ritenuto opportuno dai due organi principali) saranno insediati successivamente a questo Atto costitutivo.
Art. 4) Il Comitato rappresenta il vertice dell’Associazione ed è costituito da personalità di sicura fede ed acclarato prestigio provenienti dall’ambito della nostra variegata “area”. Ad esso spettano rappresentanza e guida dell’Associazione. Nell’ambito dei suoi componenti sarà scelto, con votazione palese, il Presidente. Questi, primus inter pares, presiederà i lavori del Comitato che gli delegherà i poteri di rappresentanza dell’Associazione.
Art. 5) Il Comitato, inizialmente in numero di 13, resta inclusivo di altre personalità e non ha limitazione numerica. Eventuali e successive inclusioni devono essere approvate con votazione qualificata dei due terzi dei membri del Comitato, previa proposta di almeno due membri di esso, ovvero di almeno un terzo dell’Assemblea dei soci. La composizione del Comitato ed ogni suo ulteriore cambiamento devono esse resi noti tempestivamente mediante pubblicazione sul sito dell’Associazione.
Art.6) Il Comitato, così composto e ratificato dall’Assemblea, ha durata illimitata nel tempo, eccetto il caso di cui al successivo art. 7 del presente Statuto.
Art.7) All’Assemblea dei soci (ordinari e straordinari) spetta la ratifica della composizione del Comitato e successivamente, l’eventuale proposta di destituzione di esso intero, ovvero di uno o più dei suoi componenti. Tali deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza semplice dei soci aventi diritto al voto.
Art.8) L’Assemblea è convocata ordinariamente almeno due volte l’anno (la tempistica sarà stabilita nel corso della prima riunione) ed in via straordinaria dal Presidente del Comitato o da un terzo dei suoi componenti. L’Assemblea approva o respinge, a maggioranza dei presenti e dopo approfondito dibattito, gli indirizzi generali o punti specifici proposti dal Comitato. All’apertura di ogni Assemblea, i soci eleggono un Presidente ed un Segretario che controfirmano il verbale finale di svolgimento della stessa.
Art. 9) Tutti i soci sono tenuti a rispettare le norme del presente statuto e l'eventuale regolamento interno, secondo le deliberazioni assunte dagli organi preposti. In caso di comportamento difforme, che rechi pregiudizio agli scopi, al decoro o al prestigio dell'Associazione, il Comitato interverrà applicando le seguenti sanzioni: richiamo, diffida, espulsione.
ROMA, 11 settembre 2011
IL COMITATO PROVVISORIO